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Teatro di Figura del Borgobello

Paolo Belardi, Simone Bori, Alessio Burini, Carl Volckerts

Storia del teatroSupplementodati tecniciHistoric equipment

Eventi importanti

(dettaglio)30.06.2010 | ristrutturazione
inizio lavori di ristrutturazione
(dettaglio)17.06.2012 | inaugurazione
inaugurazione del nuovo Teatro di figura del Borgobello

Persone

Paolo Belardi |architetto principale
Simone Bori |architetto principale
Alessio Burini |architetto principale
Carl Volckerts |architetto principale

Storia

Il nuovo “Teatro di figura del Borgobello”, la prima struttura del suo genere in Italia, che è volto a garantire alle compagnie specializzate un punto di riferimento stabile rispetto alle precedenti condizioni di provvisorietà, incarna l’esito della ristrutturazione delle ex scuderie del Genio Militare, situate in via del Castellano nell’ambito di un pittoresco spazio interstiziale ricompreso tra il complesso monumentale della basilica di San Domenico, il palazzo dell’Inquisizione e il parco di Santa Margherita. Da un punto di vista urbanistico, l’intervento persegue l’inserimento della nuova struttura nei circuiti vitali cittadini, dai quali precedentemente risultava esclusa, nonostante la sua prossimità con l’antico quartiere Borgobello. Mentre, da un punto di vista architettonico, persegue il rispetto della configurazione ottocentesca, limitando la ristrutturazione alle opere edilizie strettamente necessarie all’introduzione di una funzione tanto eccezionale rispetto alle destinazioni d’uso presenti nell’intorno di corso Cavour (negozi, ristoranti ecc.).

In tal senso la struttura originaria, di forma sensibilmente allungata, è stata articolata in cinque parti funzionali: l’ingresso con foyer, servizi, guardaroba e biglietteria (caratterizzata da un sistema di inserti grafici e cromatici); la sala teatrale (caratterizzata dalla presenza della copertura lignea preesistente oltre che dalle poltroncine in legno rivestite in tessuto di colori variegati); il palcoscenico (caratterizzato dall’insolito sipario di colore ruggine); i servizi al palco e la mostra delle marionette-laboratorio tecnico/didattico (caratterizzati dalla presenza affollata delle maschere e delle marionette artigianali). Mentre, all’esterno, viene riproposta una sistemazione pittoresca, la cui contemporaneità è tradita dai velari e dalle steli in ferro acidato che punteggiano il percorso pedonale, pavimentato in cemento spazzolato e segnalato da una raccolta d’acqua a sviluppo lineare.

 

 

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